Fiscalità

IVA Amazon: le regole per un'azienda italiana che vende in Italia e in Europa

Partita IVA, vendite ai privati, OSS, magazzini all'estero, IVA sulle commissioni e DAC7: cosa deve fare un'impresa italiana che vende su Amazon.

Quando un'azienda italiana inizia a vendere su Amazon, le domande sull'IVA arrivano presto: chi emette la fattura, quando si applica l'IVA di un altro Paese, che cosa cambia se la merce sta in un magazzino tedesco. In questa guida sull'IVA Amazon mettiamo in ordine le regole che riguardano un'impresa con partita IVA italiana che vende su Amazon.it e sugli altri negozi europei. Il taglio è operativo: cosa devi fare, quando e con quali strumenti di Seller Central.

IVA Amazon: cosa deve sapere un'azienda italiana

Per vendere su Amazon in modo continuativo serve la partita IVA. In Italia le vendite ai privati non richiedono scontrino: fattura solo su richiesta e corrispettivi nel registro. Verso altri Paesi UE, oltre i 10.000 € annui, si applica l'IVA del Paese del cliente, dichiarabile con l'OSS. Se stocchi merce all'estero, ti registri ai fini IVA in quel Paese.

Amazon FBA: serve la partita IVA?

Sì, se vendi in modo abituale. Chi compra e rivende beni con continuità svolge un'attività d'impresa, e un'attività d'impresa richiede la partita IVA. Non conta il canale: vendere su Amazon, sul tuo sito o in negozio fa lo stesso effetto. La dichiarazione di inizio attività va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio, e nel modello c'è una sezione apposita per chi fa commercio elettronico.

Lo stesso vale per la Logistica di Amazon (FBA): affidare magazzino e spedizioni ad Amazon non sposta gli obblighi fiscali. Il venditore sei tu, ed è tua l'IVA su ogni vendita. Amazon lo scrive chiaramente nelle sue pagine per i venditori: il rispetto degli obblighi IVA è compito di ciascun venditore.

Due dettagli che è meglio sistemare subito:

  • Iscrizione al VIES. Per fare operazioni intracomunitarie la partita IVA deve essere inclusa nell'archivio VIES, l'elenco degli operatori abilitati agli scambi tra Paesi UE. Se pensi di usare i magazzini Amazon in altri Paesi, ti serve.
  • Dati in Seller Central. In fase di registrazione Amazon chiede la visura camerale o un documento equivalente, e i dati fiscali dell'azienda finiscono anche nelle impostazioni IVA dell'account. Devono coincidere con quelli registrati all'Agenzia delle Entrate.
Pagina dei numeri di registrazione fiscale in Seller Central con le partite IVA per Paese e la dichiarazione IVA OSS
La pagina Informazioni fiscali di Seller Central su un account che gestiamo: una partita IVA per ogni Paese, con lo stato della verifica, e sotto la dichiarazione sull'adesione all'OSS. Numeri e PEC oscurati.

L'IVA sulle vendite ai privati in Italia

Una vendita su Amazon.it a un consumatore italiano, con ordine e pagamento online e consegna a domicilio, è commercio elettronico indiretto. L'Agenzia delle Entrate lo assimila alle vendite per corrispondenza, e da questo derivano tre regole:

  1. Niente certificazione dei corrispettivi. Non devi emettere scontrino o documento commerciale, e sei esonerato anche dalla memorizzazione e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi. Puoi comunque scegliere di trasmetterli.
  2. Fattura solo su richiesta. La fattura non è obbligatoria, a meno che il cliente non la chieda.
  3. Annotazione nel registro dei corrispettivi. Gli incassi vanno comunque registrati, e l'IVA a debito entra nella tua liquidazione periodica.

Le indicazioni sono riprese dalla risposta n. 416 del 28 settembre 2020 dell'Agenzia delle Entrate, che richiama le norme sull'esonero.

Diverso il caso del cliente con partita IVA. Dal 1 gennaio 2019 le fatture tra soggetti residenti o stabiliti in Italia sono elettroniche e passano dal Sistema di Interscambio. Se un'azienda italiana compra da te su Amazon e chiede la fattura, deve essere elettronica. Ne parliamo nella guida su come vendere su Amazon Business.

Quanto vale davvero una vendita

Su Amazon.it i prezzi al pubblico sono IVA compresa. Ipotizziamo un prodotto venduto a 29,90 € a un consumatore italiano con aliquota ordinaria al 22%:

VoceImporto
Prezzo pagato dal cliente29,90 €
IVA 22% da versare5,39 €
Ricavo netto IVA24,51 €

Il ricavo che conta per il margine è 24,51 €, non 29,90 €. Sembra ovvio, ma molti calcoli di redditività su Amazon partono ancora dal prezzo di listino. Per vedere cosa resta dopo commissioni e logistica trovi un esempio completo nella guida alle commissioni Amazon.

IVA OSS Amazon: le vendite verso altri Paesi UE

Dal 1 luglio 2021 le vendite a distanza ai consumatori di altri Paesi UE seguono regole comuni. Se spedisci dall'Italia a un privato tedesco o francese, le regole sono queste.

  • Sotto i 10.000 € l'anno, al netto dell'IVA, puoi continuare ad applicare l'IVA italiana. La soglia è unica per tutta l'UE: si sommano le vendite a distanza verso tutti gli altri Paesi, insieme ad alcuni servizi elettronici, e il limite non deve essere superato né nell'anno in corso né in quello precedente.
  • Oltre i 10.000 € si applica l'IVA del Paese del cliente, dalla vendita con cui superi la soglia.
  • Sotto soglia puoi anche scegliere di applicare da subito l'IVA del Paese di destinazione. L'opzione vincola per due anni civili.

Per non aprire una partita IVA in ogni Paese c'è il regime OSS (One Stop Shop): ti registri in Italia e, con un'unica dichiarazione trimestrale presentata all'Agenzia delle Entrate, dichiari e versi l'IVA dovuta negli altri Paesi. Le scadenze sono il 30 aprile, il 31 luglio, il 31 ottobre e il 31 gennaio dell'anno dopo, e la dichiarazione va presentata anche a zero se nel trimestre non hai fatto vendite OSS. Trovi il quadro completo sul portale OSS della Commissione europea.

Esempio: lo stesso prezzo in quattro Paesi

Ipotizziamo di vendere lo stesso prodotto a 29,90 € IVA compresa in quattro negozi, sopra la soglia dei 10.000 €. Cambia l'aliquota, e con lei il ricavo netto:

Paese del clienteAliquota ordinariaIVA dovutaRicavo netto IVA
Italia22%5,39 €24,51 €
Germania19%4,77 €25,13 €
Francia20%4,98 €24,92 €
Spagna21%5,19 €24,71 €

Fonte delle aliquote: Amazon, Centro di conoscenza dell'IVA. Le aliquote ridotte variano da Paese a Paese e da prodotto a prodotto.

A parità di prezzo, una vendita in Germania ti lascia 62 centesimi in più che in Italia. Su volumi alti la differenza si sente, ed è uno dei motivi per cui conviene ragionare sui prezzi negozio per negozio invece di copiare lo stesso listino ovunque.

Amazon FBA e IVA quando la merce è stoccata all'estero

Il discorso cambia quando la merce non parte più dall'Italia. Con il Programma paneuropeo di Logistica di Amazon (Pan-EU) le tue scorte vengono distribuite nei centri logistici di più Paesi, e Amazon può spostarle tra un magazzino e l'altro. Amazon è esplicita: serve un numero di partita IVA per ogni Paese in cui è stoccata la merce.

Le conseguenze pratiche sono tre:

  • Registrazione IVA locale. Una partita IVA in ogni Paese di stoccaggio, con le relative dichiarazioni periodiche secondo le regole di quel Paese.
  • Vendite locali fuori dall'OSS. L'OSS riguarda le vendite a distanza, cioè con spedizione da un Paese all'altro. Una vendita a un cliente tedesco spedita da un magazzino in Germania è una vendita interna tedesca, da dichiarare con la partita IVA tedesca.
  • Spostamenti da documentare. I trasferimenti della tua merce tra magazzini di Paesi diversi hanno rilevanza IVA: Amazon mette a disposizione report sui movimenti transfrontalieri dell'inventario, che il tuo commercialista dovrà usare.

Per partecipare al programma bisogna abilitare lo stoccaggio in almeno due Paesi tra Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia. L'alternativa più semplice è la Rete europea di logistica (EFN): la merce resta in Italia, Amazon spedisce negli altri Paesi con tariffe transfrontaliere e tu resti nel perimetro delle vendite a distanza e dell'OSS. Confrontiamo i due modelli, con costi e obblighi, nella pagina dedicata alla fiscalità per vendere su Amazon in Europa.

Fonte: Amazon, Logistica di Amazon in Europa.

Commissioni Amazon e IVA: cosa è cambiato dal 1 agosto 2024

Fino al 31 luglio 2024 i servizi per i venditori (vendita su Amazon, Logistica di Amazon e gli altri) erano forniti e fatturati da Amazon Services Europe S.à r.l., società lussemburghese. Dal 1 agosto 2024 il fornitore è Amazon EU S.à r.l. e, per le aziende stabilite in Italia, le fatture arrivano dalla sua sede secondaria nel Paese di stabilimento. Amazon lo ha comunicato ai venditori con un annuncio ufficiale: si applicano le regole IVA locali e l'IVA viene trattenuta insieme alle commissioni. Lo stesso vale per chi è stabilito in Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Polonia, Belgio e Svezia.

Per un'azienda italiana significa che commissioni per segnalazione, tariffe FBA e stoccaggio vengono addebitate con IVA italiana. Secondo Amazon nella maggior parte dei casi questa IVA si recupera con la normale liquidazione periodica, ma il modo corretto di registrare le fatture va concordato con il commercialista.

Un esempio. Sul prodotto da 29,90 € venduto in una categoria al 15%, la commissione per segnalazione è di 4,49 €. Con l'IVA al 22% l'addebito diventa:

VoceImporto
Commissione per segnalazione4,49 €
IVA 22% sulla commissione0,99 €
Totale trattenuto da Amazon5,48 €

Quei 0,99 € escono subito dal tuo saldo e rientrano solo in liquidazione. Su un mese con migliaia di ordini è liquidità che conviene mettere a budget, soprattutto se versi l'IVA trimestralmente.

Fonte: Amazon, Update to Amazon UK and EU agreements and VAT treatment.

Servizio IVA Amazon: calcolo IVA e Servizi IVA su Amazon

Dentro Seller Central ci sono due strumenti con nomi simili ma funzioni diverse.

Servizio di calcolo dell'IVA

Calcola l'IVA sui tuoi ordini e genera in automatico le fatture per tuo conto, rendendole disponibili al cliente nel suo account Amazon. Per i clienti aziendali mostra i prezzi IVA esclusa e aggiunge alle offerte il logo "Fattura disponibile in automatico". In alternativa puoi caricare tu le fatture prodotte dal tuo gestionale, e Amazon le consegna al cliente. Per un'azienda italiana va verificato con il commercialista come questo flusso si coordina con la fatturazione elettronica.

Servizi IVA su Amazon

È il servizio a pagamento, offerto tramite fornitori convenzionati, che gestisce registrazioni e dichiarazioni IVA nei Paesi europei direttamente da Seller Central. Può essere utile se attivi il Pan-EU e ti servono partite IVA estere. Costi e condizioni sono indicati in Seller Central e cambiano nel tempo, quindi conviene confrontarli con il preventivo di un consulente fiscale internazionale.

DAC7: i dati che Amazon comunica al Fisco

Con la direttiva europea DAC7, recepita in Italia con il decreto legislativo 1 marzo 2023, n. 32, i gestori di piattaforme digitali come Amazon devono comunicare alle autorità fiscali i dati dei venditori. Le autorità poi se li scambiano tra Stati UE.

Per ogni venditore la comunicazione comprende:

  • ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e partita IVA, se disponibile;
  • l'identificativo del conto su cui ricevi i pagamenti, se noto;
  • per ogni trimestre, il totale incassato, il numero di vendite e le commissioni trattenute dalla piattaforma.

La comunicazione va fatta entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento. Sono esclusi solo i venditori con meno di 30 vendite di beni nell'anno e incassi non superiori a 2.000 €, quindi un'azienda che lavora davvero su Amazon rientra sempre. La piattaforma deve anche informarti dei dati comunicati.

Sul piano pratico, Amazon chiede ai venditori interessati di completare le informazioni DAC7 in Seller Central entro 60 giorni dalla notifica. Se non lo fai, l'account può essere disattivato e i pagamenti trattenuti fino alla verifica. Il controllo da fare è semplice: i dati in Seller Central devono coincidere con quelli dichiarati al Fisco, perché ora l'amministrazione finanziaria li può incrociare.

Checklist IVA per chi vende su Amazon

  1. Partita IVA attiva con attività di commercio elettronico dichiarata e, se lavori con l'estero, iscrizione al VIES.
  2. Dati fiscali allineati tra visura, Agenzia delle Entrate e impostazioni IVA di Seller Central.
  3. Corrispettivi registrati per le vendite ai privati in Italia, con un report Amazon che il commercialista sappia leggere.
  4. Fatture elettroniche per i clienti italiani con partita IVA che le richiedono.
  5. Soglia dei 10.000 € monitorata sulle vendite a distanza verso gli altri Paesi UE, e iscrizione all'OSS se la superi o scegli di applicare l'IVA di destinazione.
  6. Partite IVA estere in ogni Paese in cui Amazon stocca la tua merce, prima di attivare lo stoccaggio.
  7. IVA sulle commissioni recuperata in liquidazione e prevista nei flussi di cassa.
  8. Informazioni DAC7 complete e aggiornate in Seller Central.
  9. Margini calcolati sul netto IVA del Paese in cui vendi, non sul prezzo di listino.

Questo articolo ha scopo informativo e riflette le regole in vigore al 28 ottobre 2026. Non sostituisce il parere del tuo commercialista, che è la persona giusta per applicarle al tuo caso.

Noi lavoriamo a fianco del tuo consulente fiscale sulla parte Amazon: impostazioni IVA dell'account, report per la contabilità, scelta tra EFN e Pan-EU. Se vuoi un account in ordine anche su questo fronte, guarda come funziona la nostra gestione dell'account Amazon.

Domande frequenti

Per vendere su Amazon serve la partita IVA?

Sì, se vendi in modo abituale. Vendere beni con continuità è un'attività d'impresa e richiede la partita IVA, a prescindere dal canale. La dichiarazione di inizio attività va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio.

Chi vende su Amazon deve emettere lo scontrino?

No. Le vendite online ai privati con consegna a domicilio sono commercio elettronico indiretto, esonerato dalla certificazione dei corrispettivi e dalla loro trasmissione telematica. La fattura va emessa solo se il cliente la chiede, e gli incassi vanno annotati nel registro dei corrispettivi.

Quando si applica l'IVA del Paese del cliente sulle vendite Amazon in Europa?

Quando le vendite a distanza verso gli altri Paesi UE superano 10.000 euro l'anno al netto dell'IVA, oppure se scegli di applicarla da subito. Da quel momento puoi dichiarare e versare l'IVA estera con il regime OSS, con una dichiarazione trimestrale presentata in Italia.

Con la Logistica di Amazon in più Paesi serve una partita IVA estera?

Sì. Amazon richiede un numero di partita IVA per ogni Paese in cui è stoccata la merce, quindi con il programma paneuropeo devi registrarti ai fini IVA in ogni Paese di stoccaggio. Con la Rete europea di logistica la merce resta in Italia e non serve.

Amazon applica l'IVA sulle commissioni?

Sì, per le aziende stabilite in Italia. Dal 1 agosto 2024 le commissioni sono fatturate da Amazon EU S.à r.l. tramite la sede secondaria nel Paese del venditore, con IVA locale trattenuta insieme alle commissioni. Secondo Amazon, nella maggior parte dei casi l'IVA si recupera con la normale liquidazione periodica.

Fonti

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